Qualche tempo fa Diego Della Palma, l’imprenditore del make up, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera dove ha dichiarato di aver programmato la propria morte.
Diego Dalla Palma, nel libro in uscita per Baldini+Castoldi («Alfabeto emotivo»), scrive che i suoi sono «appunti di chi si accinge a lasciare la vita». Davvero se ne vuole andare?
«Sì. E se devo essere sincero ho già organizzato tutto. Con un avvocato e un notaio».Ma perché?
«Comincio a sentire che alzarmi dalla sedia, al cinema o a teatro, diventa una piccola umiliazione: traballo. Devo cambiare le mutande due volte al giorno. La mente non è più quella di prima. È vita?
Diego Valerio Dalla Palma (Enego, 24 novembre 1950) è un truccatore, scrittore, imprenditore e conduttore televisivo italiano, considerato uno dei più grandi truccatori a livello mondiale

Caro Diego,
le tue parole hanno toccato molti di noi, perché parlano con sinceritàdi fragilità, dignità e libertà. Ti scrivo con rispetto, da medico ma soprattutto da persona che riconosce il coraggio di esporsi così.
A 74 anni la vita non perde valore: cambia, si assesta, ma resta capace di presenza, relazione e significato. La presenza è l’arte di esserci anche quando il corpo è meno docile; è lo sguardo, non la performance, a dire chi siamo.
La relazione è ciò che davvero ci sostiene. Tu hai donato sensibilità, creatività e parole che hanno accompagnato molti. Il tuo valore non dipende da come ti alzi da una sedia, ma dalla rete di legami e pensieri che continui a generare.
C’è poi il tuo lascito: già vivo. Non riguarda solo il lavoro, ma la tua capacità di aprire interrogativi profondi e condividere ciò che altri non avrebbero il coraggio di dire. Questo è un contributo
prezioso, che non conosce età.
Il senso della vita non si spegne: si trasforma. Diventa più essenziale, più vero. E ciò che sei oggi non vale meno di ieri: è un’altra forma della tua storia.
Con affetto e rispetto.
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